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YOGA
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Principi del movimento naturale

Il movimento naturale è come dovremmo muoverci tutti i giorni, tutti noi, in ogni circostanza. Essere paralizzati in piedi, con le ginocchia tese, porta uno sforzo incredibile alle nostre ginocchia. L’appoggio è fatto di ossa contro ossa. Se invece lasciamo andare leggermente le ginocchia, ci rendiamo conto di essere capaci di muoverci in modo leggero. Non c’è tensione. E allo stesso tempo, usiamo molti più muscoli che, allenandosi, diventano i nostri protettori. Con le ginocchia leggermente piegate, attiviamo leggermente anche i muscoli che ci supportano in caso di necessità. Se invece, siamo abituati a scaricare il peso direttamente sulle ossa, i nostri muscoli non saranno pronti a sorreggerci se inciampiamo sul marciapiede.

Il movimento naturale è l’azione di fare il più possibile con lo sforzo minore possibile. E’ come muoversi nella pratica attraverso il corpo. Con il movimento naturale, ci si muove sempre attraverso il nostro centro, il nucleo, il baricentro. Se il movimento parte dal nostro centro, saremo sempre in equilibrio. Se ci mettiamo in piedi, e iniziamo a camminare spostando unicamente una gamba, poi l’altra, a un certo punto non ce la faremo più, saremo sfiniti. Se invece, camminiamo facendo partire il movimento dal nostro centro, e utilizzando tutto il nostro corpo, faremo un’azione che, in teoria, potremmo svolgere all’infinito. Ora, per noi camminare è un’azione automatica e semplice. Non dobbiamo pensare a sollevare prima una gamba piegando un ginocchio e poi l’altra. Ma, come si pratica anche nella meditazione åcamminata, se portiamo l’attenzione a come camminiamo, come spostiamo il peso da un piede all’altro, come si attivano e spengono i muscoli necessari, e come pieghiamo un ginocchio dopo l’altro, vediamo che il movimento è veramente complesso. Molto di più di quello che pensiamo.

Lo stesso vale per le posizioni nello yoga: portando l’attenzione al movimento siamo in grado di percepire quanta energia va utilizzata e dove andrebbe indirizzata. Se ci immobilizziamo in una posizione, stiamo facendo troppo sforzo in determinati punti del nostro corpo. Ma, se utilizziamo tutto il nostro corpo potremmo raggiungere lo stesso scopo con molto meno. Questo non vuol dire che dobbiamo fare il minimo indispensabile e diventare pigri. Si tratta di risparmiare energie dove non servono, e portare invece tutto il nostro sé laddove serve.

MORBIDEZZA

Come prima cosa, vediamo se siamo abbastanza morbidi da essere mobili. Quando ci si muove dal baricentro, tutto il corpo segue il movimento. Ogni singola parte segue il movimento in armonia. Prima di cominciare a muoverci, bisogna essere sicuri di essere abbastanza morbidi da muoverci con facilità e grazia.

> In piedi, controlliamo di avere le ginocchia morbide e rilassate. Rilassa anche le spalle e le braccia lungo i fianchi e respira profondamente. Il corpo oscilla leggermente mentre respiri, il corpo è rilassato.

COLLEGAMENTO CORPO & RESPIRO

Collegare il corpo con il respiro vuol dire che quando respiriamo, il nostro corpo si muove con lui. Se inspiriamo, ci solleviamo e riempiamo i polmoni, il movimento avanza e cresce. Quando espiriamo, ci assestiamo, torniamo indietro e ci rilassiamo. Ogni inspirazione favorisce il movimento di sollevamento e rafforza il corpo; ogni espirazione ci rilassa e ci rende più mobili.

Dal punto di vista del movimento e l’energia, il momento più difficile è quando si passa dall’immobilità totale al movimento. Da zero a mille. Per fare questo movimento si possono usare i muscoli, ma i muscoli hanno energia limitata. Se invece usiamo il nostro respiro, stiamo dando una carica molto potente al nostro movimento. Il respiro è l’unica cosa che possiamo fare tutto il giorno senza stancarci.

> In piedi, ispira profondamente e solleva le braccia verso l’alto, espirando profondamente svuota completamente i polmoni e riabbassa le braccia lungo i fianchi. Ripeti due o tre volte lasciando che il corpo si muova con il respiro.

MOVIMENTO CHE PARTE DAL PROPRIO CENTRO

Possiamo muovere le nostre braccia e gambe semplicemente muovendo le nostre braccia e gambe. In alternativa, possiamo muoverle iniziando il movimento dal nostro centro e lasciando che tutto il resto segua il movimento in modo naturale. Nel primo modo si lavorerà molto di più, per fare un movimento meno naturale, un po’ forzato e decisamente più faticoso. Facendo partire il movimento dal baricentro, saremo in grado di essere più efficienti, muovendoci più velocemente e con più energia.

> In piedi, raddrizza le gambe e attiva i muscoli delle cosce. Le spalle ruotano leggermente verso l’alto e indietro per aprire bene il petto. Inizia a sollevare le braccia davanti a te in avanti e verso l’alto tenendo il corpo completamente teso. Dopo qualche giro le braccia si sentiranno stanche e rigide.
Prova invece a stare in piedi con le ginocchia morbide. Con l’inspiro solleva le braccia davanti a te e mentre salgono il petto si espande e il corpo di allunga verso l’alto. Mentre espiri svuota completamente i polmoni e rilassa il corpo intero. Senti qualche differenza?

SFRUTTARE GLI OPPOSTI

Il movimento parte dal movimento naturale. Il movimento naturale è in continuo movimento. Se vogliamo andare avanti, prima andiamo in dietro. E se vogliamo andare a destra, prima ci spostiamo a sinistra. In questo modo il momento nel movimento è maggiore, così raggiungendo il movimento con meno fatica. E’ come se prendessimo la rincorsa.

> Se ci troviamo nella posizione della panca e vogliamo andare in Vasistasana sul lato destro, possiamo essere rigidi (come una panca di legno) scaricando tutto il peso sui nostri polsi e con i gomiti tesi; o possiamo piegare leggermente i gomiti, spostarci leggermente oscillando a sinistra spostando il peso sulla mano sinistra e poi il movimento automaticamente si sposta sulla mano destra dando una spinta per salire in Vasistasana sulla mano destra.

SFRUTTARE IL MOMENTO

Per fare movimenti grandi, prima possiamo iniziare a fare dei piccoli movimenti per sfruttare il momento che si crea e che ci dà la spinta necessaria verso dove vogliamo andare. Se il nostro corpo è libero di muoversi in tutte le direzioni, sarà molto più semplice andare dove vuole andare.

> Dal piegamento in avanti con i piedi leggermente divaricati e paralleli, ginocchia piegate, porta una gamba indietro con un grande passo di circa un metro. Con le ginocchia morbide e le mani a terra, inizia a molleggiare in avanti e indietro con piccoli movimento e lasciando che il movimento si espanda per portarti in avanti in equilibrio sulla gamba anteriore per entrare lentamente nel guerriero III.

USARE IL CORPO INTERO

Isolando o immobilizzando una parte del corpo per cercare di muoverne un’altro è controproducente. Tutto il corpo è connesso, e i movimenti è giusto che siamo spinti da tutto il corpo in movimento. E’ il concetto di attivare il “core“, i muscoli addominali. Muovendoci con tutto il corpo, in tutte le direzioni e con tutto quello che abbiamo, si attiva automaticamente il nostro centro. E’ come se volessimo fare una flessione usando solo e unicamente le braccia. Se invece proviamo a fare una flessione usando tutto il corpo, ci sentiremo molto più leggeri e faremo molta meno fatica.

> Usa il corpo intero per muoverti senza isolare niente. Seduti in Janu Sirsasana con il ginocchio destro piegato, porta il braccio destro dietro il bacino e inspirando solleva il bacino verso l’alto alzando anche il braccio sinistro, respirando profondamente puoi usare il braccio sollevato per guidare il movimento verso l’alto e gentilmente rilasciare e tornare in dietro. Prova a usare anche le gambe, se necessario piega il ginocchio, la caviglia e tutto ciò che si sente bene.

APRI UNA PORTA, CHIUDI UN’ALTRA PORTA

Quando siamo confrontati con una sfida, ci dobbiamo muovere sempre da un punto dove ci troviamo comodi, aperti e confortevoli. Se siamo già scomodi prima di iniziare una sfida, la situazione non migliorerà di molto. Dall’essere scomodi, l’abilità di potersi muovere in modo consapevole diminuirà progressivamente, e l’unica cosa che ci rimane è usare la pura forza per superare la resistenza.

Per non sforzare il movimento, dobbiamo tenere la porta aperta al movimento. Questo vuol dire essere consapevoli che siamo degli esseri mobili e morbidi, leggeri e coordinati. Solo da uno spazio confortevole saremo in grado di andare oltre in un luogo sconosciuto, una sfida. Quando il corpo si trova in una posizione molto difficile, con tanta tensione muscolare, è inutile cercare di andare oltre e aumentare la tensione. Piuttosto, possiamo rilasciare leggermente, aprire la porta alla morbidezza, per poi entrare ulteriormente nella posizione.

> Un respiro per aprire ci guida verso il prossimo respiro per chiudere. Torniamo in dietro qualche passo per permettere la porta di riaprirsi e creare confidenza, morbidezza, calma e gentilezza.

CONSERVARE LE ENERGIE

Mantenere il guerriero II per diversi minuti, con ogni singolo muscolo teso è molto comune. La posizione di per sé è una posizione molto semplice. Ma la tendenza è quella di sforzarsi il più possibile. L’idea è che se ci si sforza molto, eventualmente si riuscirà ad avere più forza per raggiungere posizioni più difficili. E’ una bella teoria, ma se la nostra pratica è quella di sforzarci oltre il necessario per raggiungere cose semplici, allora diventeremo molto bravi a sforzarci oltre il necessario per raggiungere cose semplici. Quando arriveranno le sfide più complesse, saremo abituati a sforzarci troppo per raggiungere il nostro scopo, e quindi finiremo per raggiungere lo sfinimento.

SENSIBILIZZARE SÉ STESSI

Muoviamoci seguendo le sensazioni del corpo, come lo sentiamo meglio per noi. Aggiustiamo il percorso da un punto all’altro – includendo la direzione, l’approccio, la velocità e l’accelerazione– basandoci sui segnali che ci invia il nostro corpo in ogni singolo momento.

Aggiustiamo i nostri movimenti a tutto ciò che accade nel nostro corpo, modifichiamo noi stessi in base a quello che sentiamo e come ogni singola parte del nostro corpo si relaziona con un’altra, in questo istante. Rallentando, ascoltando, avendo fede e poi rispondendo.

Possiamo rallentare in determinati momenti, rallentare abbastanza per respirare profondamente e poter sentire ogni angolo del nostro corpo che si sta muovendo. Il nostro corpo ci manda dei segnali, dobbiamo solo essere in grado di ascoltare.

Allo stesso modo, dobbiamo avere fede che ciò che proviamo merita di essere ascoltato e si merita una risposta adeguata. Purtroppo siamo abituati a ignorare ciò che sentiamo, i segnali che il nostro corpo ci cerca di inviare. L’unica cosa che saremo in grado di fare in questo modo, è nascondere temporaneamente dei sintomi che, con il tempo cresceranno e diventeranno più presenti, finché non scoppieranno.

La risposta che diamo in ogni momento e in ogni movimento sarà sempre diversa, da oggi a domani, da ieri a oggi, da sinistra a destra. Se crediamo che il modo migliore per muoverci è ascoltando il nostro corpo, allora saremo in grado di muoverci con grazia attraverso il movimento consapevole.

 

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