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YOGA
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Yoga nella vita quotidiana

La vita è al contempo complicata, piena di sfide e dolore, così come ricca di momenti di magia e felicità. Lo yoga non elimina le turbolenze della vita, e non ci insegna nemmeno a trovare una via d’uscita per scappare in caso di necessità. Invece, quello che la pratica dello yoga ci dona, è l’abilità di confrontare la vita in faccia con dignità, fierezza ed equilibrio. Lentamente impariamo che lo yoga ha meno a che fare con il poter stare mezz’ora a testa in giù o l’essere flessibile come un pretzel, e più a che fare con poter stare in piedi sui nostri due piedi, e che le pratiche fisiche dello yoga rimangono delle pratiche di ginnastica meccanica finché non riusciamo a trasformarla attraverso la nostra intenzione di portare chiarezza nella mente e aprire i nostri cuori.

Lo scopo dello yoga oggi, per noi e per tutti, non è quello di portarci nello stato isolato dell’illuminazione come mezzo per la trascendenza, ma piuttosto quello di portare la calma e serenità necessarie per vivere le nostre vite quotidiane.

Il mondo non ha bisogno di persone che possono essere in due luoghi contemporaneamente e di persone che possono raggiungere uno stato di coscienza superiore vivendo isolati in una grotta. Il mondo ha disperatamente bisogno di maggiore gentilezza, generosità e saggezza. Queste capacità sono alla portata di chiunque sia disposto a dedicare sé stesso sinceramente alla pratica.

Il sentiero dello yoga, la pratica costante, non è nient’altro che imparare a diventare un essere umano. Imparare ad essere un essere umano è un processo che dura tutta la vita. Però non è necessario essere un intellettuale yogico per capire lo spirito di questa pratica. Non è necessario imparare il Sanscrito o recitare a memoria la lista dei Yama o Niyama, anche se possono esserci di grande aiuto per confrontarci con gli altri e noi stessi. Piuttosto, possiamo chiederci queste domande: Cosa sto diventando attraverso la pratica? Sto diventando il mondo dove vorrei vivere?

Attraverso la pratica delle posture si rilasciano le tensioni accumulate del nostro corpo, e affiniamo i nostri sensi fisici rendendoci più sensibili, più capaci di adattarci ai cambiamenti ed elastici. Quando ci concentriamo sul respiro, impariamo a inspirare ed espirare lentamente. Impariamo ad inspirare completamente e aprirci a nuove esperienze. Quando espiriamo e svuotiamo i nostri polmoni, impariamo a lasciar andare tensioni accumulate e il nostro passato. E così, impariamo anche a concederci una pausa tra un ciclo e l’altro, ad accettare che possiamo anche fermarci per un istante. Iniziamo semplicemente ad allinearci con il fluire della vita anziché andare contro corrente.

 

Esiste una storia che racconta di un uomo che praticava yoga regolarmente. Dopo molti anni di pratica decise di risparmiare per prendersi un anno sabbatico dal lavoro e dalla famiglia e dedicarsi interamente alla pratica di yoga. Dopo qualche mese del suo anno sabbatico, stava diventando molto forte e flessibile fisicamente, e molto presto fu capace di eseguire asana molto avanzate che previamente non era in grado di svolgere. Iniziò a padroneggiare tecniche di Pranayama molto complesse e stava iniziando anche ad esplorare nuove profondità nella meditazione. Ma, quando si avvicinava la fine del suo anno sabbatico, iniziò a percepire una crescente ansia. Quando sarebbe tornato al lavoro, non avrebbe più avuto tempo abbastanza per continuare la sua pratica avanzata di asana e pranayama e meditazione, e la sua performance sarebbe decisamente diminuita. Capì immediatamente che al identificarsi con cose che possono andare perdute lo lascerebbe sempre suscettibile alla paura. Qualunque cosa che può scomparire attraverso la malattia, l’invecchiamento o le circostanze della vita, non può essere una base solida alla quale aggrapparsi. In quel momento capì che l’unica sicurezza che aveva era quella di usare la sua pratica yoga per legare la sua consapevolezza alla parte di sé stesso che era eterna e immutabile. Legando la consapevolezza con l’immutabile centro del nostro essere si può raggiungere la vera sicurezza. L’unica cosa immutabile di questo centro di noi stessi è l’impulso vivo e risonante della vita. Quando arriviamo in questo luogo, questo centro, capiamo che non c’è nessun centro e nessuna periferia, ma che siamo in realtà infiniti e senza limiti.

 

Per questa ragione la pratica dello yoga è una pratica della vita. Una pratica della vita significa una costante ricerca di come essere completamente impegnato e intimamente collegati alla forza ed energia che si muove dentro di noi e attorno a noi. E’ tutto quello che facciamo per un periodo di tempo, che aumenta il legame con la nostra esperienza di vitalità. Lo yoga ci offre una vasta gamma di pratiche formali varia abbastanza da raggiungere qualunque tipo di persona e stile di vita. Lo scopo più importante dello yoga è quindi, di applicare quello che impariamo sul tappetino a tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. In questo modo possiamo eliminare i limiti immaginari tra quello che è considerato spirituale e straordinario, a quello che è materiale e ordinario.

Allo stesso tempo, una pratica della vita ci aiuta a trovare una relazione pratica con gli aspetti più imprevedibili e dinamici della vita. Questo centro che risiede al nostro interno, non lo instauriamo per proteggerci e renderci più forti contro il caos della vita, ma per aiutarci a essere più flessibili, tolleranti, e capaci di accettare le inevitabili, complicate, e spesso agonizzanti perdite che soffriamo nella vita. Un centro calmo e stabile ci permette di vivere una vita consapevole.

Nel caos della vita quotidiana è molto facile dimenticare che ognuno di noi ha questa capacità innata di essere calmo e pacifico. Il telefono che squilla, il cane del vicino che abbaia, il vicino che taglia l’erba, le macchine che passano e suonano il clacson giusto quando stavamo trovando la nostra calma interiore, sono tutte opportunità per rimanere calmi e centrati nel mezzo del caos giornaliero. Eventualmente, non ci sarà più una linea che divide ciò che è pratica formale e la vita quotidiana.

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